La nostra promozione sociale

I nostri valori

L’associazione di promozione sociale No Time nasce nel 2018 dall’esperienza di due giovani imprenditori esperti nel settore del food and beverage sul territorio fiorentino. 

In sinergia con il Centro di Teatro Internazionale, realtà teatrale sul territorio dal oltre 25 anni con una grande esperienza nella cultura e un curriculum infinito di iniziative tra le principali il Teatro in Carcere ed il Festival In Fonte Veritas e numerosissimi riconoscimenti e premi ricevuti, nasce Fluidamente, il Progetto culturale di Arte, Teatro, Cinema, Musica, Sport & Cultura” rivolto a bambini e famiglie, giovani  e anziani durante l’estate Fiorentina nello spazio estivo “Terrazza Marasco – Spiaggia sull’Arno a Firenze

L’obiettivo principale è quello di proseguire ciò che è stato fatto dalla nascita di questo spazio, e cioè migliorare la riqualificazione già iniziata a suo tempo dello spazio urbano, rilanciando la zona delle sponde in prossimità della pescaia di san Niccolò e della piazza. 

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Riceverai gratuitamente gli inviti per eventi e informazioni sulle nostre attività per la stagione 2021

Elementi chiave del progetto

1. SPAZI APERTI

River Urban Beach è il luogo in cui si costituiscono delle relazioni, è l’attimo per creare momenti, per conoscere e per trasmettere emozioni.

3. CONDIVISIONE

Senza limiti di età, senza confini ideologici. Comunicare con linguaggi ogni volta diversi, ma sempre comprensibili e coinvolgenti

2. CULTURA

Creare momenti in cui la condivisione di un luogo si mescola con lo spettacolo, le performance, le installazioni, l’arte, il vivere quotidiano.

4. BENESSERE

Promuoviamo uno stile di vita basato su una sana alimentazione armonizzando l’ambiente che ci circonda.

STORIA

La pescaia di San Niccolò e il passaggio segreto sotto l’Arno

Firenze è una città che riserva sempre delle sorprese, specie al di sotto della superficie, asfaltata lastricata o erbosa che sia. 

Ad esempio, sai che il giardino di Piazza Poggi, dove sorseggi il tuo mojito d’estate e la pescaia di San Niccolò dove qualcuno si avventura a prendere il sole, nascondono dei segreti?

Già nel 1200 la pescaia di San Niccolò aveva la duplice funzione di bloccare gli eventuali attacchi nemici via Arno, impedendo il passaggio delle barche, e creare un salto dell’acqua che potesse azionare i mulini e le gualchiere che sorgevano sulle rive vicino alla pescaia. 

Subito sotto la Torre di San Niccolò c’erano i mulini per la panificazione e altri opifici, oltre ad un piccolo borgo abitato dalle persone che ci lavoravano. Con i rinnovamenti ottocenteschi, dopo la distruzione delle mura, anche questi edifici furono demoliti per far posto ai nuovi villini ottocenteschi, i nuovi lungarni e la “Fabbrica dell’Acqua”.

Proprio in quegli anni infatti, Conicio costruì il suo primo acquedotto moderno a Firenze per portare l’acqua in tutte le parti della città. Al posto dei mulini furono realizzati tre grandi capannoni al cui interno si trovavano le pompe che, azionate prima dalla forza dell’acqua dell’Arno e dalle macchine a vapore e poi da potenti motori diesel, fornivano la spinta necessaria a distribuire a buona parte della città l’acqua che arrivava dai depositi dell’Anconella.

Il passaggio segreto sotto la pescaia di San Niccolò

Nel 1875, assieme alla fabbrica furono realizzati alcuni interventi di consolidamento della pescaia e in questa occasione furono realizzate, a monte, due gallerie in muratura che attraversavano l’Arno. In una galleria passava, e passa tutt’oggi, una grande tubatura del nuovo acquedotto. L’altra doveva essere una galleria di filtraggio delle acque del fiume. Finì invece che furono usate anche per attraversare l’Arno.

Le cronache narrano che all’inaugurazione del passaggio, nel giugno del 1877 quasi 5000 fiorentini, pagando un biglietto, vollero provare l’ebbrezza del passaggio sotto l’Arno. Entrando dalla fabbrica i fiorentini uscivano a riveder le stelle nell’attuale piazza Piave, passando dai sotterranei della vecchia Zecca fiorentina anch’essa distrutta, assieme a tutto il complesso trecentesco che sorgeva attorno, dal rinnovamento del Poggi nel 1865.

In tempo di guerra la galleria fu usata anche dai partigiani che potevano così attraversare l’Arno portando viveri e munizioni senza essere visti. La demolizione della Fabbrica dell’acqua negli anni ’50 portò anche all’abbandono della galleria che, senza manutenzione, cominciò a subire la forza dell’acqua che la allagò.

Oggi quello che rimane di visibile ai fiorentini di tutto ciò sono le scalette di accesso, sbarrate, che dal giardino sull’Arno sprofondano nel sottosuolo lasciando solo immaginare cosi si nasconda lì sotto. Nel tempo sono state fatte proposte di recupero di questi spazi e chissà che presto non si possa dire anche noi: “passiamo sotto l’Arno“.

L’associazione si propone di promuovere l’attività delle cultura del benessere, il contatto con la natura, i contatti fra persone, la valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti. L’associazione si proporrà come luogo di incontro e di aggregazione nel nome di interessi culturali comuni assolvendo alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, attraverso l’Ideale e dell’educazione permanente.

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